LE CELLULE ZOMBIE

Quando parliamo di salute spesso pensiamo agli organi. Pensiamo al cuore, al cervello, alla pelle.

Ma quasi nessuno pensa alla vera unità della vita: la cellula.

Ogni giorno nel nostro corpo miliardi di cellule nascono, lavorano e poi muoiono. È un processo naturale, preciso, quasi elegante.

Una cellula vive, svolge il suo lavoro e quando ha completato il suo ciclo attiva un meccanismo chiamato apoptosi: una morte programmata che permette all’organismo di sostituirla con una nuova.

Questo è il ricambio naturale della vita.

Con il tempo però questo equilibrio può alterarsi. Stress cronico, infiammazione persistente, inquinamento, cattiva alimentazione e squilibri metabolici possono interferire con questo processo. Alcune cellule smettono di funzionare correttamente ma non vengono eliminate.

Restano nei tessuti.

La scienza le chiama cellule senescenti.

Io le chiamo, in modo più semplice: cellule zombie.

Sono cellule che non vivono più pienamente ma che non muoiono nemmeno. Restano nei tessuti e alterano l’ambiente biologico circostante.

Cosa fanno le cellule zombie

Queste cellule non rimangono passive.

Producono molecole infiammatorie chiamate SASP (Senescence Associated Secretory Phenotype). Si tratta di segnali infiammatori che danneggiano i tessuti vicini e accelerano l’invecchiamento biologico.

È come lasciare una mela marcia nel cestino della frutta: lentamente rovina tutte le altre.

Oggi l’accumulo di cellule senescenti è considerato uno dei pilastri dell’invecchiamento biologico.

Contribuisce a diversi processi come

• infiammazione cronica
• perdita di elasticità della pelle
• calo energetico
• degenerazione dei tessuti
• declino metabolico
• rallentamento dei processi di recupero

In altre parole non è solo il tempo che ci fa invecchiare.

È anche l’accumulo di cellule che hanno smesso di funzionare correttamente.

La nuova frontiera della medicina: i senolitici

Negli ultimi anni la ricerca sulla longevità ha aperto una strada molto interessante.

Si parla sempre più di molecole chiamate senolitici.

Sono sostanze capaci di riconoscere le cellule senescenti, indebolirle e favorire la loro eliminazione da parte dell’organismo.

Allo stesso tempo possono aiutare le cellule sane a funzionare meglio e a rigenerarsi più efficacemente.

Tra le molecole più studiate troviamo proprio quelle presenti nel supplemento CELL PRIMER di AVEA.

Perché CELL PRIMER lavora sulla salute cellulare e sul supporto dei meccanismi coinvolti nell’invecchiamento biologico.

Le 6 molecole chiave della longevità

1) Quercetina

È un flavonoide naturale presente in molti vegetali come cipolle e mele.

Ha attività antiossidante, antiinfiammatoria e nei modelli sperimentali è stata studiata per il suo potenziale effetto senolitico, cioè la capacità di favorire l’eliminazione delle cellule senescenti.

2) Fisetina

È una molecola presente in particolare nelle fragole.

Diversi studi sperimentali suggeriscono che possa contribuire a ridurre l’accumulo di cellule senescenti e a modulare i processi infiammatori sistemici.

3) Spermidina

È una molecola molto studiata nella medicina della longevità perché attiva un processo fondamentale chiamato autofagia.

L’autofagia è il sistema con cui la cellula rimuove componenti danneggiati e proteine difettose, mantenendo l’ambiente intracellulare più pulito ed efficiente.

4) PQQ (Pyrroloquinoline Quinone)

È una molecola coinvolta nella biogenesi mitocondriale.

Stimola la formazione di nuovi mitocondri e aiuta a migliorare la produzione di energia cellulare riducendo lo stress ossidativo.

5) Ergothioneina

È un potente antiossidante naturale presente soprattutto nei funghi.

Il nostro organismo possiede addirittura un trasportatore specifico per questa molecola, segno della sua importanza biologica nella protezione delle cellule dal danno ossidativo.

6) Selenio

È un minerale essenziale che supporta numerosi enzimi antiossidanti e contribuisce al corretto funzionamento del sistema immunitario e alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo.

Tre azioni fondamentali

L’approccio della medicina della longevità lavora principalmente su tre livelli biologici

• favorire la rimozione delle cellule senescenti
• proteggere i mitocondri e la produzione di energia cellulare
• stimolare i sistemi di autopulizia cellulare come l’autofagia

Questo crea un ambiente biologico in cui le cellule sane possono funzionare meglio e i tessuti possono rigenerarsi con maggiore efficienza.

Il vero concetto di medicina della longevità

La medicina della longevità non riguarda semplicemente il vivere più a lungo.

Riguarda il modo in cui invecchiamo.

Riguarda la possibilità di mantenere energia, lucidità mentale e funzionalità dei tessuti anche con il passare degli anni.

Non possiamo fermare il tempo.

Ma possiamo influenzare profondamente la qualità delle nostre cellule e l’ambiente biologico in cui vivono.

Ed è proprio qui che entra in gioco una strategia come CELL PRIMER di AVEA, che lavora a un livello più profondo: la salute cellulare.

Perché alla fine la giovinezza non è una questione di età.

È una questione di qualità delle nostre cellule.

Se volete approfondire questa strategia di medicina della longevità potete trovarla qui

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